Attacco a Erbil: droni iraniani sulla base italiana.

Aeroporto internazionale di Erbil, dove è situata la base italiana in iraq

ERBIL – Nella notte tra l’11 e il 12 marzo 2026, il compound militare di Camp Singara, che ospita il contingente italiano a Erbil, è stato bersaglio di un attacco condotto con droni e vettori missilistici. Nonostante la gravità dell’azione, lo Stato Maggiore della Difesa ha confermato che non si registrano feriti tra i militari italiani, i quali hanno tempestivamente attivato le procedure di sicurezza rifugiandosi nei bunker.

La dinamica del raid

L’incursione è scattata intorno alle 23:10 locali. Secondo le prime ricostruzioni, almeno due droni carichi di esplosivo sono riusciti a penetrare il perimetro difensivo, colpendo un’area logistica della base nota come “il fortino”. L’impatto ha innescato un incendio che ha coinvolto alcuni mezzi e strutture leggere, ma l’intervento immediato delle squadre antincendio ha evitato che le fiamme si propagassero agli alloggi.

La sicurezza dei soldati

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha seguito l’evolversi della situazione in tempo reale, mantenendo i contatti con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI).

Un contesto esplosivo

L’attacco alla base di Erbil non è un episodio isolato, ma si inserisce nel quadro di estrema instabilità che sta attraversando il Medio Oriente nel 2026. La base, situata nel Kurdistan iracheno, funge da snodo cruciale per la coalizione internazionale, ospitando anche truppe statunitensi.

Resta da chiarire se il contingente italiano fosse l’obiettivo deliberato o se l’azione facesse parte di una più ampia strategia di pressione contro le forze occidentali nella regione. Al momento, nessuna sigla ha rivendicato ufficialmente l’operazione, anche se i sospetti degli analisti ricadono sulle milizie regionali attive nell’area.

Reazioni politiche

Da Roma, il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la ferma condanna del Governo italiano: “Un atto inaccettabile che non intimidisce il nostro impegno per la stabilità internazionale”. L’Italia mantiene in Iraq una presenza significativa, impegnata principalmente in attività di addestramento e supporto alle forze di sicurezza locali per contrastare la minaccia del terrorismo.

Nelle prossime ore è prevista una riunione d’urgenza del Comitato di Sicurezza per valutare un eventuale innalzamento dei livelli di protezione per tutti i nostri militari impegnati all’estero.

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