
AGGIORNAMENTO 17:25 – nonostante numerosi video in circolazione sui social, le autorità iraniane negano esplosioni ed incendi nei pressi della cittadina di Parand e nella zona di Teheran.
AGGIORNAMENTO ORE 15:16 – colonne di fumo anche nei sobborghi di Teheran
TEHERAN – La situazione in Medio Oriente sta precipitando verso quello che molti analisti definiscono il “punto di non ritorno”. Le notizie che giungono oggi, 22 febbraio 2026, non riguardano più solo incidenti isolati, ma sembrano comporre il mosaico di un’operazione militare su vasta scala ormai imminente.
Parand: Sabotaggio o “Pre-strike”?
Le esplosioni e il massiccio blackout registrati oggi a Parand assumono una luce sinistra. Sebbene il regime parli di incendi accidentali, fonti d’intelligence suggeriscono che l’oscuramento della rete elettrica in aree strategiche vicino a Teheran sia una tattica standard per testare o accecare le difese aeree prima di un’incursione.

Khamenei nomina un successore d’emergenza
La notizia più clamorosa della giornata arriva da un report del New York Times: la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, avrebbe formalmente designato Ali Larijani come leader de facto in caso di sua “eliminazione fisica”. È la prima volta che il vertice iraniano ammette implicitamente la possibilità di un assassinio mirato da parte di forze statunitensi o israeliane.
La flotta USA pronta all’assalto
Mentre i cieli di Parand si oscurano, il Pentagono ha confermato che la portaerei USS Gerald R. Ford è in posizione nel Golfo. Il Presidente Trump ha fissato un ultimatum di “10-15 giorni” per un accordo nucleare, ma i movimenti delle truppe e la mobilitazione del CENTCOM indicano che i piani per una “campagna aerea di più settimane” sono già stati approvati.
Reazioni a catena: Hezbollah e Houthi
I gruppi pro-Iran sono passati alla minaccia diretta: gli Houthi hanno dichiarato che colpiranno ogni asset statunitense nella regione se l’Iran verrà attaccato, mentre Hezbollah si dice pronto a intervenire se l’obiettivo del conflitto diventasse il rovesciamento del regime di Teheran.


Rispondi