
MOSCA – Un grave incidente di biosicurezza nell’Est della Russia ha fatto scattare l’allarme sanitario nella regione siberiana di Irkutsk. Una ricercatrice di 28 anni dell’Istituto anti-peste locale è deceduta a causa di una forma di peste polmonare, contratta accidentalmente all’interno dei laboratori della struttura a seguito della rottura di una provetta.
La dinamica e la quarantena ospedaliera
La donna era stata ricoverata d’urgenza nei giorni scorsi presso l’ospedale distrettuale di Šelechov con sintomi assimilabili a una grave polmonite batterica, prima che le analisi confermassero la diagnosi di infezione da Yersinia pestis.
Per arginare il rischio di contagio, le autorità sanitarie locali hanno disposto il blocco immediato e la quarantena per diverse strutture sanitarie dell’area urbana di Irkutsk e dintorni. Tra le strutture sottoposte a restrizioni operative e blocco dei ricoveri figurano l’ospedale di Šelechov, gli ospedali cittadini N. 1, N. 3 e N. 10, oltre all’ospedale pediatrico Ivano-Matreninskaya e alla maternità di zona.
Oltre 190 persone sotto osservazione
Il tracciamento epidemiologico attivato dai servizi di prevenzione ha portato all’isolamento cautelativo di circa 190-200 persone, tra medici, infermieri, colleghi di laboratorio e contatti stretti della vittima. I soggetti tracciati sono stati posti sotto profilassi antibiotica e isolati nei reparti d’osservazione; al momento, i primi test effettuati non avrebbero evidenziato ulteriori casi positivi.
La posizione di Mosca e i trasporti
Il Rospotrebnadzor (l’Agenzia federale russa per la tutela della salute) e i vertici regionali sostengono che la situazione sia “completamente sotto controllo” e che si tratti di un evento circoscritto, escludendo rischi di epidemia per la popolazione civile. La magistratura ha intanto aperto un’inchiesta formale sul rispetto dei protocolli di sicurezza biologica all’interno dell’istituto di ricerca.


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