SVOLTA SUI RIMPATRI: L’EUROPA (anche dopo i fatti di Belfast) SCEGLIE LA LINEA DURA CONTRO GLI IMMIGRATI IRREGOLARI

Credit wp photo gallery

L’approvazione del nuovo Regolamento segna il superamento dell’immobilismo ideologico. Più efficacia nelle espulsioni, hub nei Paesi terzi e certezza del diritto: ecco perché la riforma tutela la legalità e la tenuta stessa del progetto europeo.

Il Parlamento europeo ha scritto ieri una pagina di fondamentale importanza per il futuro del continente, approvando a Strasburgo il nuovo Regolamento Rimpatri. Una riforma attesa da anni, passata grazie alla determinazione di una maggioranza pragmatica di centro-destra e destra, che ha saputo rispondere alla richiesta di sicurezza e governo dei flussi che sale con forza dai cittadini di tutta l’Unione.

Per troppo tempo l’Unione Europea è rimasta ostaggio di una paralisi burocratica e ideologica: un sistema in cui i decreti di espulsione per i cittadini terzi senza diritto di soggiorno rimanevano, nella stragrande maggioranza dei casi, semplici pezzi di carta privi di applicazione pratica. Quella fragilità non solo minava la credibilità delle istituzioni, ma finiva per alimentare il caos e il consenso verso derive populiste. La svolta di ieri inverte finalmente la rotta, introducendo strumenti improntati al realismo e alla fermezza.

Il superamento delle frontiere fisiche: la legittimazione degli “Hub” esterni

Il punto di rottura più significativo – e più lungimirante – della nuova normativa è il definitivo via libera europeo agli “hub di rimpatrio” in territori extra-UE. Quello che fino a ieri veniva liquidato dai detrattori come un “modello d’eccezione” (si pensi al protocollo Italia-Albania) diventa ora una strategia comunitaria strutturata.

Spostare la gestione delle procedure di espulsione fuori dai confini dell’Unione non significa abdicare ai propri doveri, ma razionalizzare i processi. Gli hub nei Paesi terzi consentono di alleggerire la pressione logistica, amministrativa e di sicurezza che grava sulle città europee, garantendo al contempo strutture controllate dove verificare lo status dei migranti irregolari in attesa del rimpatrio definitivo.

Strumenti efficaci contro l’irregolarità

Una politica migratoria seria non può prescindere dalla certezza della pena e dall’efficacia dei controlli. Sotto questo aspetto, l’estensione dei tempi di trattenimento fino a 24-30 mesi è una misura di assoluto buon senso. Bloccare il rischio di fuga e neutralizzare la sistematica mancata cooperazione di chi occulta le proprie generalità sono prerequisiti minimi per far funzionare la macchina dello Stato di diritto.

Altrettanto condivisibile è il rafforzamento dei poteri investigativi delle autorità nazionali. Permettere, sotto stretto controllo amministrativo o giudiziario, perquisizioni e l’esame dei dispositivi digitali significa semplicemente dotare le forze dell’ordine dei medesimi strumenti tecnologici oggi utilizzati da chiunque, inclusi i network della criminalità che gestiscono il traffico di esseri umani. L’identificazione certa è un diritto dello Stato e un dovere del cittadino straniero che aspira a entrare in Europa.

Più cooperazione, meno retorica

Le norme ad applicazione immediata – dai centri nei Paesi terzi alle nuove procedure per la determinazione dell’età – accelerano una transizione non più procrastinabile. I dodici mesi concessi agli Stati membri per l’adeguamento logistico della restante parte del pacchetto rappresentano una finestra temporale ragionevole per passare dalle parole ai fatti.

Regolare i flussi e combattere l’immigrazione clandestina non significa chiudersi al mondo, ma difendere i confini di un’area – quella di Schengen – che può rimanere aperta all’interno solo se dimostra di essere rigorosamente protetta e controllata all’esterno. Il nuovo Regolamento Rimpatri non è un atto di chiusura, ma un atto di responsabilità: l’unico modo per preservare la coesione sociale, la sicurezza interna e la sostenibilità del welfare europeo nel lungo periodo. Da ieri, l’Europa è un po’ più forte e un po’ più sovrana.

Rispondi

Comments (

0

)

Scopri di più da ESSEREPORTER

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere