Accise, il Governo “salva” il Diesel ma frena sulla Benzina: ecco i nuovi sconti

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ROMA – Aria nuova, ma non per tutti, ai distributori di carburante. Con l’entrata in vigore del nuovo decreto lo scorso weekend, la mappa dei prezzi alla pompa subisce una metamorfosi inattesa. Non più un taglio lineare e identico per tutti i tipi di carburante, ma una strategia a “due velocità” che privilegia nettamente il trasporto merci e il settore logistico.

La strategia del “Taglio Asimmetrico”

La novità più rilevante riguarda l’entità dello sconto. Per la prima volta, l’esecutivo ha deciso di differenziare in modo marcato gli interventi:

• Il polmone del Diesel: Per il gasolio lo sconto resta robusto, pari a 20 centesimi al litro. Una mossa chiaramente mirata a proteggere la filiera dell’autotrasporto per evitare che il rincaro dei costi logistici si scarichi direttamente sul carrello della spesa degli italiani.

• Benzina al minimo: Destino diverso per la “verde”, che vede ridursi il beneficio a soli 5 centesimi al litro. Una scelta che penalizza maggiormente i privati e che riflette la necessità del Tesoro di far quadrare i conti pubblici in una fase di estrema delicatezza fiscale.

Un decreto “a orologeria”

L’altra caratteristica di questo provvedimento è la sua durata estremamente limitata, quasi un esperimento in tempo reale. La copertura finanziaria attuale garantisce i nuovi prezzi solo fino al 10 maggio 2026.

Tuttavia, fonti di Palazzo Chigi confermano che è già pronto un secondo step: un decreto ministeriale ponte che, grazie allo stanziamento di ulteriori 196 milioni di euro, dovrebbe trascinare lo sconto fino al 22 maggio.

Cosa cambia per i consumatori?

L’impatto psicologico ed economico sarà evidente già dalle prossime ore. Se per chi possiede un’auto a gasolio il sollievo sarà percepibile, per gli automobilisti che utilizzano la benzina il risparmio sarà quasi simbolico, appena percepibile su un pieno medio.

Le critiche. Non mancano le polemiche da parte delle associazioni dei consumatori, che vedono in questa differenziazione una “disparità di trattamento” tra cittadini. Di contro, le sigle dell’autotrasporto tirano un sospiro di sollievo, pur chiedendo garanzie su cosa accadrà dopo il 22 maggio, quando il rischio del ritorno alle aliquote piene potrebbe tornare a farsi concreto.

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