Roma tra pacifismo e tensione: la sfida del corteo “No Kings”, sabato la capitale blindata

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Sabato 28 marzo Roma si prepara a diventare l’epicentro di una mobilitazione che promette di scuotere il centro storico. Non è solo una questione di numeri – con circa 15.000 presenze stimate – ma di una miscela politica esplosiva che mette in allerta il Viminale. Sotto lo slogan “No Kings”, la Capitale si appresta a vivere un pomeriggio di passione tra rivendicazioni sociali, istanze pacifiste e l’ombra lunga dell’antagonismo più duro.

​Un’alleanza eterogenea

​Ciò che rende questo appuntamento unico è l’inedita convergenza di sigle. Da un lato il volto “istituzionale” del dissenso: Arci, Amnesty International e sindacati di base come Sial Cobas e FLC CGIL, pronti a sfilare per la pace e contro il carovita. Dall’altro, il nucleo più caldo della protesta: i collettivi torinesi di Askatasuna, la cui partecipazione ha fatto scattare il massimo livello di attenzione nelle sale della Questura.

​L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di unire i puntini di un malessere globale. Mentre a Londra e negli Stati Uniti si manifesterà in contemporanea sotto l’egida di “Together”, a Roma il bersaglio è triplice: il riarmo militare, le riforme costituzionali e le politiche sociali del governo.

​La geografia della protesta

​Il serpentone umano prenderà vita alle 14:00 in Piazza della Repubblica. Il percorso scelto è simbolico e logistico al tempo stesso: il passaggio davanti alla stazione Termini, il transito su via Cavour e la risalita verso l’Esquilino, per poi sfociare nel tradizionale catino di Piazza San Giovanni.

​Ma se gli organizzatori rassicurano parlando di una “zona safe” dedicata a famiglie e anziani con tanto di interpreti LIS sul palco, il piano di sicurezza della città racconta un’altra storia. Roma sarà una “città blindata”: bonifiche del percorso, rimozione di veicoli in via Emanuele Filiberto e viale Carlo Felice, e un monitoraggio stretto sui flussi in arrivo dai caselli autostradali.

​Sabato di paralisi e diritti

​Per i romani si prospetta un sabato di mobilità difficile. Con il blocco di arterie vitali e la deviazione di linee storiche (dal tram 3 ai bus 40 e 64), il centro sarà di fatto inaccessibile ai mezzi.

​Resta l’interrogativo sul clima che si respirerà tra via Merulana e il Laterano. La sfida per gli organizzatori è mantenere l’ordine in una piazza che vuole essere “di tutti”, mentre per le autorità il compito sarà garantire il diritto al dissenso evitando che le frange più radicali trasformino il centro in un campo di battaglia. Roma attende, sospesa tra il desiderio di partecipazione e il timore del disordine.

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