ULTIM’ORA, MEDIO ORIENTE: GLI USA EVACUANO L’AMBASCIATA DI ISRAELE E CHIEDONO AI PROPRI CITTADINI DI ABBANDONARE IMMEDIATAMENTE I PAESI DEL MEDIO ORIENTE.

Comunicato ambasciata USA Israele

GERUSALEMME – La tensione nel quadrante mediorientale ha raggiunto un punto di rottura. Questa mattina, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme ha diramato un ordine di “Authorized Departure” (Partenza Autorizzata), invitando formalmente il personale governativo non di emergenza e i loro familiari ad abbandonare il Paese immediatamente a causa di imprecisati ma imminenti “rischi per la sicurezza”.

L’appello di Huckabee: “Partite oggi stesso”

L’Ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha rincarato la dose con una comunicazione interna dai toni d’urgenza, trapelata nelle ultime ore. Huckabee ha esortato il personale che intende avvalersi dell’evacuazione a prenotare voli “OGGI STESSO”, avvertendo che la disponibilità di posti sui voli commerciali potrebbe esaurirsi rapidamente. “L’obiettivo principale è uscire dal Paese il più velocemente possibile, verso qualsiasi destinazione da cui sia poi possibile proseguire per Washington”, si legge nel messaggio.

Escalation regionale: non solo Israele

Il provvedimento non riguarda solo Tel Aviv e Gerusalemme. Il Dipartimento di Stato ha esteso l’allerta a gran voce su tutto il Medio Oriente, riflettendo il timore di un’imminente escalation militare tra Stati Uniti e Iran:

• Libano: All’inizio di questa settimana, gli Stati Uniti hanno già ridotto la presenza diplomatica a Beirut, citando un peggioramento dell’ambiente di sicurezza.

• Iran: Le autorità americane hanno emesso un ordine tassativo di “Leave Now” (Lasciate il Paese ora) per i pochi cittadini statunitensi presenti, avvertendo del rischio di arresti arbitrari e della limitata capacità di assistenza consolare.

• Restrizioni in loco: Per chi rimane in Israele, l’Ambasciata ha imposto rigidi divieti di movimento verso la Città Vecchia di Gerusalemme, la Cisgiordania e le aree di confine con Libano e Siria, dove l’attività militare è in costante aumento.

Cittadini privati nel mirino

Sebbene l’ordine di partenza sia tecnicamente vincolato ai dipendenti governativi, il messaggio per i civili americani è altrettanto chiaro: considerare la partenza immediata finché i voli commerciali sono operativi. Diverse compagnie aeree internazionali hanno già iniziato a cancellare i collegamenti con la regione, temendo attacchi missilistici o la chiusura improvvisa degli spazi aerei.

La situazione rimane estremamente fluida. Fonti del Pentagono suggeriscono che questa mossa precauzionale possa essere il preludio a una risposta militare più ampia o la difesa preventiva contro possibili ritorsioni iraniane sul suolo israeliano.

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