
Due città distanti, un unico scenario: un supermercato. A pochi giorni dal drammatico episodio di Bergamo, dove una bimba di 18 mesi è finita in ospedale con il femore spezzato, la cronaca torna a tremare, questa volta a Caivano, nel Napoletano. Il copione è lo stesso: un tentativo di sottrazione improvviso, le urla dei genitori e l’intervento provvidenziale dei presenti.
Caivano: “Non è tuo figlio, dammelo”
È la sera di martedì 17 febbraio, intorno alle 19:30. Presso il punto vendita MD di via Atellana, la spesa quotidiana si trasforma in un incubo. Un uomo di 45 anni, di nazionalità ghanese e visibilmente alterato dall’alcol, punta un bambino di 5 anni. “Questo non è tuo figlio, dammelo!”, urla alla madre davanti alle porte scorrevoli.
Il 45enne tenta ripetutamente di afferrare il piccolo, inseguendo la donna fin dentro il locale. Solo la prontezza di un’amica della madre e di una cassiera, che hanno fatto scudo con i propri corpi, ha evitato il peggio. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato poi bloccato dai Carabinieri di Caivano e portato in carcere con l’accusa di tentato sequestro di persona.
Il precedente di Bergamo: la violenza all’Esselunga
L’episodio riaccende immediatamente la memoria su quanto accaduto lo scorso sabato 14 febbraio a Bergamo, all’Esselunga di via Corridoni. In quel caso, la dinamica è stata ancora più brutale: un uomo di 37 anni ha afferrato una bambina di un anno e mezzo per le gambe, cercando di strapparla via alla madre mentre usciva dal negozio.
Nella concitazione del “tira e molla” tra l’aggressore e i genitori, la piccola ha riportato la frattura del femore. L’uomo, un cittadino rumeno senza fissa dimora, è stato immobilizzato dal padre della bimba e dagli addetti alla sicurezza. Durante l’interrogatorio di poche ore fa, l’aggressore ha balbettato frasi confuse sulla volontà di “portare la piccola in Romania”.
Un’ombra sulla sicurezza nei luoghi pubblici
Sebbene i due casi non sembrino collegati da un disegno comune, la somiglianza dei contesti — luoghi affollati e protetti come i supermercati — sta scatenando una crescente preoccupazione tra le famiglie. In entrambi gli episodi, il fattore decisivo è stato il coraggio dei civili e la presenza di sistemi di videosorveglianza, che hanno permesso l’arresto immediato dei responsabili.
Resta però l’interrogativo sulla fragilità della sicurezza sociale in contesti urbani dove il disagio psichico o l’abuso di sostanze si trasformano, in pochi secondi, in violenza contro i più piccoli.
Mentre la piccola di Bergamo affronta la degenza per le lesioni subite, a Caivano si tira un sospiro di sollievo, ma la guardia resta altissima.


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