
La linea di frattura sulla politica commerciale è ormai evidente. Gli Stati Uniti, sotto l’impulso della strategia di Donald Trump, tornano a puntare sull’aumento dei dazi come strumento di difesa dell’economia nazionale. Una scelta che privilegia il protezionismo, irrigidisce i rapporti con i partner e rende il commercio internazionale più conflittuale.
All’opposto si muove l’Unione europea, che risponde alla chiusura americana con una politica di apertura. Proprio oggi Bruxelles ha siglato un accordo commerciale con l’India, rafforzando un asse economico strategico e dando un segnale chiaro al mercato globale: la crescita passa dall’abbattimento delle barriere, non dalla loro costruzione.
L’intesa con Nuova Delhi prevede una riduzione progressiva dei dazi su numerosi prodotti e apre nuove opportunità per le imprese europee in uno dei mercati più dinamici del mondo. Una scelta che contrasta nettamente con la linea statunitense e che consente all’Europa di occupare lo spazio lasciato libero dalla chiusura americana.
Il confronto è netto: mentre Washington alza barriere per proteggersi, Bruxelles costruisce ponti per crescere. E l’accordo firmato oggi con l’India dimostra come l’Europa stia cercando di trasformare il ritorno del protezionismo statunitense in un vantaggio economico e politico.


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